Concerto

 
 
 
 
Giovanni Platti (Venezia 1700 - Würzburg 1763)  

Giovanni Platti
(Venezia 1700 - Würzburg 1763)

 

 

Nacque a Padova, o dintorni, il 9 luglio del 1697, e morì a Würzburg l' 11 gennaio 1763. Fu importante e significativa figura nel panorama musicale del XVIII secolo. Allievo, a Venezia, di Francesco Gasparini, nel 1722 emigrò in Germania dove entrò a servizio del principe vescovo di Würzburg Johann Philipp Franz von Schönborn. Nel febbraio del 1723 sposò la cantante Therese Maria Langsprücker, anch'ella attiva nella Cappella vescovile, dalla quale ebbe almeno otto figli alcuni dei quali seguirono le orme del padre.
Giovanni Benedetto trascorse l'intera vita a Würzburg, distinguendosi per le sue raffinati doti musicali e la sua abilità in qualità di compositore, cantante, clavicembalista, violinista, oboista, violoncellista, dedicando parte della sua attività artistica anche all'insegnamento del canto.
Testimoni del suo operato sono alcune composizioni giunte fino ai nostri giorni. Parte di esse vennero pubblicate ai tempi dell'autore, in particolare: VI Sonates pour le Clavessin sur le Gout Italien, op. 1 ( 1742) ; VI Concerti per clavicembalo e archi op. 2 (1742, perd.); VI Sonate a flauto Traversiere solo con Violoncello overo Clavicembalo, op. 3 (1743); VI Sonate per Clavicembalo solo, op. 4 (1746, perd.); Arianna, melodramma (1729, perd.), Franconia christiana, oratorio; S. Elena al Calvario, oratorio. Rimangono, tramandate da fonti manoscritte, le seguenti: alcune Cantate per voce e strumenti, quattro Messe, una serie di composizioni sacre tra cui spiccano il Miserere e lo Stabat mater, 12 Sonate per violoncello, una serie di 4 Ricercate per violino e violoncello, 12 Concerti per cembalo, 28 Concerti per violoncello, un Concerto per violino, un Concerto per oboe, 22 Sonate a tre, una Sonata per violino e b.c., 12 Sonate per violoncello solo e b.c., 18 Sonate per cembalo.
Tutta la produzione di Platti mostra l'intento di ampliare gli orizzonti stilistici dell'epoca, partendo da una matrice squisitamente barocca per arrivare a toccare punte di classicismo. Come osservato da Fausto Torrefranca, lo stile oscilla tra i poli di Arcangelo Corelli e Antonio Vivaldi, ma l'influenza del secondo è piè marcata, logica conseguenza della formazione veneziana del compositore.
Il nuovo stile galante, nel caso di Platti, non risulta immune dall'influsso dei compositori tedeschi contemporanei, dai figli di Johann Sebastian Bach, ma soprattutto deve molto all'influenza della coeva Scuola Napoletana e in particolare di Giovanni Battista Pergolesi, come all'influenza di autori veneziani tra i quali si segnala Benedetto Marcello.
Il gusto per la scrittura vocale emerge prepotentemente nei movimenti lenti, per lo piè votati a un'impronta lirica e di matrice belcantistica.
Nell'offrire il suo significativo contributo alle linee evolutive della sonata clavicembalistica, Platti ha un suo preciso ruolo nella transizione dall'eredità barocca, delineata da ardite costruzioni concettuali, a quella pre-classica, connotata dall'essenzialità, dalla precisione e ‘naturale' razionalità, al punto da poter essere considerato uno tra i piè significativi maestri del ‘nuovo gusto'.
Da aggiungersi che, secondo alcuni studiosi, Platti può essere stato un sostanziale punto di riferimento per le composizioni tastieristiche giovanili di Joseph Haydn e di Wolfgang Amadeus Mozart.
Non è dunque un caso che Fausto Torrefranca, tra i primi a occuparsi di Platti, nella sua fondamentale e monumentale pubblicazione Giovanni Benedetto Platti e la Sonata moderna, apparsa postuma nel 1963 a cura dell'editore Ricordi di Milano, precisi: "Come si delinea la figura di Giovanni Benedetto Platti […]? E' un vero artista, questo è evidente, ma è anche un grande artista, e deve prender posto, nella storia, tra i maggiori autori di musica strumentale. […] Per quanto concerne la musica per cembalo […] il suo stile fa spicco su quello dei contemporanei. Per averne un'idea lampante, basta scegliere e leggere, l'un dopo l'altro, quei pezzi nei quali egli riesce a riassumere, nel modo piè compatto e brillante, la sua vera personalità; e si conquista un posto nel mondo dell'irrefutabile, la sfera piè alta dell'arte."
(dalle note di Filippo E. Ravizza)

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